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Siamo giunti quindi alla richiesta di condanne per i quattro compagni arrestati il 9 dicembre 2013 per aver preso parte ad un attacco al cantiere del tunnel esplorativo per la TAV in Val Clarea. L’accusa ha chiesto 9 anni e 6 mesi per tutti e quattro. Non ci importa spendere tempo e parole in sottili analisi sul come e perché si sia giunti ad una richiesta tanto esosa, sappiamo bene cosa comporti ergersi a nemici dello stato e dell’autorità senza se e senza ma. Nessun pianto e nessun rimorso, solo rispetto incondizionato a Chiara, Niccolò, Mattia e Claudio, con l’auspicio che la solidarietà rivoluzionaria accenda fuochi ovunque, a ricordare che la ribellione non si piega e che i compagni caduti nelle maglie della repressione non saranno mai soli. Viva l’Anarchia!

Anarchici Pistoiesi

AI NO TAV IN MARCIA TRA AVIGLIANA E CHIOMONTE

Accidenti! Pensavo di essermela cavata con il comunicato sulla solidarietà, e invece…

Bello, molto, sentire il calore di tanta gente che ti si stringe intorno a volerti fare da scudo. Faticoso, però, essere sulla bocca di tutti. Non si sa mai cosa può essere detto su te e per te. Scusate ma non ce la faccio proprio, da anarchica impenitente, ad immaginare una bandiera con il mio nome tra quella italiana e quella europea sul balcone di un municipio. Vabbè, lo so, finirà in un cassetto ma fa lo stesso. Che ci volete fare? Le idee sono dure a morire. Per fortuna. Vi voglio bene.

Chiara

per chi volesse, l’indirizzo a cui scriverle è:

Chiara Zenobi C.C. “Rebibbia” via Bartolo Longo, 92 00156 – Roma

da macerie

Carcere delle Vallette

Sarebbe estremamente lungo e difficile esprimersi su ognuna delle innumerevoli cose dette e fatte in solidarietà nei nostri confronti. È più facile mettere insieme le suggestioni, i pensieri leggeri e quelli pesanti, un po’ di nostalgia dolce, qualche perplessità e riversare tutto su questi fogli.
Un continuo e impressionante succedersi di messaggi pubblici e privati, di inziative, prese di posizione ed azioni, individuali e collettive, hanno puntellato questi mesi. Questo flusso di affetto ci ha tenuto sempre il cuore al caldo e riempito lo stomaco di farfalle, sensazioni che a volerle descrivere mancano le parole. Nessuno di noi si è mai sentito “stremato” o fiaccato dalla detenzione. La galera è lo stesso corto circuito di logica e di umanità per chiunque ci ha a che fare e quasi tutti l’affrontano, a differenza di ciò che è successo a noi, privi di qualsiasi sostegno affettivo, economico e legale, e senza nessuno che si strappi pubblicamente le vesti. (altro…)

Dal giornalaccio repubbllica apprendiamo che:

Attesa per ore, la sentenza della sesta sezione della Corte di Cassazione è arrivata pochi minuti prima della mezzanotte: annullata la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. I ricorsi sono stati presentati dai legali di Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i quattro attivisti in carcere da cinque mesi con l’accusa di terrorismo. Soddisfatto uno dei legali degli attivisti, Claudio Novaro, che afferma: “Era un’accusa che non stava in piedi in alcun modo. Non stiamo parlando di una manifestazione di piazza e quello che accadde non ha nulla a che vedere con fatti di terrorismo”. Nella vicenda sotto la lente della Suprema Corte per la prima volta è stato applicato il reato del ‘270 sexies’, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti”.