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Siamo giunti quindi alla richiesta di condanne per i quattro compagni arrestati il 9 dicembre 2013 per aver preso parte ad un attacco al cantiere del tunnel esplorativo per la TAV in Val Clarea. L’accusa ha chiesto 9 anni e 6 mesi per tutti e quattro. Non ci importa spendere tempo e parole in sottili analisi sul come e perché si sia giunti ad una richiesta tanto esosa, sappiamo bene cosa comporti ergersi a nemici dello stato e dell’autorità senza se e senza ma. Nessun pianto e nessun rimorso, solo rispetto incondizionato a Chiara, Niccolò, Mattia e Claudio, con l’auspicio che la solidarietà rivoluzionaria accenda fuochi ovunque, a ricordare che la ribellione non si piega e che i compagni caduti nelle maglie della repressione non saranno mai soli. Viva l’Anarchia!

Anarchici Pistoiesi

Dal giornalaccio repubbllica apprendiamo che:

Attesa per ore, la sentenza della sesta sezione della Corte di Cassazione è arrivata pochi minuti prima della mezzanotte: annullata la sentenza del tribunale della libertà che ora dovrà riformulare il reato per i quattro in base alle indicazioni della Cassazione. I ricorsi sono stati presentati dai legali di Claudio Alberto, Niccolò Blasi, Mattia Zanotti e Chiara Zenobi, i quattro attivisti in carcere da cinque mesi con l’accusa di terrorismo. Soddisfatto uno dei legali degli attivisti, Claudio Novaro, che afferma: “Era un’accusa che non stava in piedi in alcun modo. Non stiamo parlando di una manifestazione di piazza e quello che accadde non ha nulla a che vedere con fatti di terrorismo”. Nella vicenda sotto la lente della Suprema Corte per la prima volta è stato applicato il reato del ‘270 sexies’, “attentato con finalità terroristiche, atto di terrorismo con ordigni micidiali ed esplosivi, oltre che detenzione di armi da guerra e danneggiamenti”.

manifestosolidarieta

Stampa, diffondi, agisci!

Questa mattina nel corridoio della sezione, prima di scendere all’aria, ho visto dalla finestra dei detenuti che giocavano nel campo da calcio, che si sgranchivano le gambe accarezzati da un bel venticello. Porca vacca quanto avrei voluto stare in mezzo a loro. Dalla cella li sento ancora esultare ad ogni goal e mi godrei almeno la partita dagli spalti se non avessi questo cavolo di plexiglass opaco davanti alla finestra… so che questo è uno dei particolari che ha fatto più scalpore di questa Alta Sicurezza. (altro…)

da macerie

A meno di due settimane di distanza dagli ultimi mandati, un altro anarchico è stato arrestato a Torino. All’alba di martedì 29 ottobre la Digos si presenta nella casa dove un compagno, già sfuggito a giugno a un primo ordine di cattura con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, era sottoposto all’obbligo di dimora notturno. Ancora una volta, si tratta di un inasprimento di una misura cautelare chiesto e ottenuto dal Pm Antonio Rinaudo, con il pretesto di una denuncia per furto in un supermercato di qualche giorno fa.

Pezzo dopo pezzo, mandato dopo mandato, si compone il puzzle concepito da Questura e Procura di Torino, con il beneplacito del Tribunale: un insieme di tante piccole operazioni, con arresti “in differita” e misure “a fisarmonica”, per levare di mezzo poco a poco il maggior numero possibile di sovversivi  dalle strade di Torino.

Ritorneremo su questo puzzle molto presto. Nell’attesa, vi invitiamo a scrivere lettere e telegrammi a:

Niccolò Blasi
c/o Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno”
via Aglietta 35
10151 Torino