Archive for Aprile, 2015

Segue il testo di un manifesto apparso a Firenze a proposito di militarizzazione:

Ogni pretesto è buono…

Mentre nei mari a sud della Sicilia il rovesciamento di un’ imbarcazione di immigrati provoca tra i 700 e 900 morti, la più grande tragedia degli ultimi anni (a detta dei media), nei giornali e sul web si scatena ovviamente il rigurgito dei politici e del papa in una sequela di opinioni, speculando sulla morte degli ennesimi clandestini in cerca di una vita migliore.
Si parla di nuovi modi e strategie da pianificare per impedire questo scempio. Chi parla di intesa fra parti politiche europee, dialogo e accordi con i paesi da cui partono le imbarcazioni per impedire che queste salpino. Un politologo americano, Edward Luttwar, suggerisce addirittura di mandare droni sulle coste libiche per distruggere i barconi che servono ai trafficanti di esseri umani. Basta buonismo, bombardate gli scafisti! Mentre da noi, in un paesino del nord Italia, un sindaco leghista si vanta di dormire abbracciato al suo fucile pronto a sparare contro i criminali stranieri, invogliando così i suoi fedeli elettori a prendere esempio da lui, e in un altro comune in provincia di Padova un altro sindaco, stavolta Pd, si oppone fermamente all’apertura di un centro d’accoglienza per profughi, raccogliendo consensi e complimenti tra le file leghiste. (altro…)

fenrir5_coverE’ disponibile il 5° numero di “Fenrir”, pubblicazione cartacea anarchica ecologista di supporto ai/le prigionierx, azione diretta, aggiornamenti e analisi sulle lotte anarchiche e di liberazione animale, umana e della terra in tutto il mondo. 72 pagine formato A4.

In questo numero trovate:

– Editoriale
– Se non ora quando? Azioni dirette antiautoritarie nel mondo
– Ricordando Angry
– Si vede più chiaramente al buio… Chiudere le centrali nucleari, staccare la spina al capitalismo e allo Stato
– Individualità tendenti al selvaggio
– Victor Serge, “L’individualista e la società”
– Sabotaggio amico del popolo?
– Tensione individualista e tensione sociale
– Bruno Filippi, “Il me faut vivre ma vie”
– Collasso
– Lettere dal carcere
– Dopo il carcere. Intervista con Jeffrey “Free” Luers
– Tensione sociale e intervento anarchico in Svezia
– Contorni della lotta contro la costruzione di una maxi-prigione a Bruxelles
– Notizie dal necromondo
– La rivolta degli smartphones
– Aggiornamenti sui/le prigionierx e sulla repressione di Stato
– Letture consigliate

Per ricevere una o più copie scrivici: fenrir@riseup.net

Aiutaci a distribuire “Fenrir”, se hai una distro o vuoi un po’ di copie, contattaci!

Il costo è di 3 euro a copia, oppure di 2 euro per ordini di 5 o più copie.

“GENOVA: Incendiato bancomat in solidarietà con i prigionieri della sezione AS 2 di Ferrara e con le lotte dentro e fuori le carceri greche”

ANARCHICI PER CAS(A)

Prendiamo la parola a poche ore dall’accadimento di un fatto che ci ha riguardati.
Nel pomeriggio di venerdì 17 aprile alcune individualità hanno deciso, al di fuori di gruppi organizzati, di prendersi una casa in via Lazara 9, quartiere Sant’Osvaldo, nella periferia di Padova.
Poco dopo l’ingresso, avvenuto nel primo pomeriggio, un ingente numero di sbirri, chiamati da qualche residente, ha raggiunto il posto fermando e identificando alcuni solidali presenti in strada e intimando a chi era all’interno di lasciare l’abitazione. Trascorse un paio d’ore, dopo l’arrivo di digos, pompieri, celere e polizia scientifica, gli occupanti, ormai senza via di fuga, hanno lasciato la casa, venendo subito identificati.
Cinque persone, tra compagni e solidali, sono stati portati in questura e rilasciati dopo varie ore con altrettanti fogli di via da Padova della durata di tre anni.
Nonostante gli sbirri abbiano tentato di accomunare l’azione odierna a quelle intraprese da altri gruppi presenti in città, teniamo a precisare che abbiamo agito solo sulla base dei nostri desideri, senza chiedere nulla a nessuno, con nessun “movimento” alle spalle.
Per noi questo è stato anche un gesto di solidarietà a chi decide in ogni dove di rompere la normalità sociale attraverso la pratica dell’occupazione.
Ci ha rallegrato sapere della presenza che si è espressa in strada e rinnoviamo la nostra vicinanza a chi è stato colpito dai provvedimenti repressivi.
Auspichiamo che gli individui sufficientemente determinati a turbare la quiete di chi dorme sonni tranquilli sulle miserie prodotte dall’autorità siano sempre di più.
Non siamo vittime, non denunciamo alcun accanimento sbirresco nei nostri confronti; conosciamo il nemico, la sua natura e i suoi metodi, e di fronte a tutto ciò saremo sempre più ostili e conflittuali.

[Padova, 18/4/2015]
I ratti dei tetti


EsprimiAmo tutta la nostra complice solidarietà ai compagni di Padova (usiamo questa parola sinceramente e non nella maniera disinvolta della vulgata movimentista), sappiamo che non sarà un’occupazione andata male o qualche foglio di via a frustrare la loro voglia di Libertà e la loro spinta individuale di rivolta contro questo esistente fatto di gabbie e porte chiuse a chiave. siamo certi che quello di ieri non è solo che l’inizio. Viva l’individuo e la sua Anarchia!

Pubblico questo testo dei compagni di Des Ruines perché condiviso quasi in tutto e soprattutto perché pone in essere specifici temi di dibattito riguardo alcune questioni inerenti alla pratica anarchica. In questi periodi in cui l’anarchismo si dibatte fra cittadinismi e politicantismi testi come questo sono molto importanti:
Da qualche anno in qua, vediamo riapparire il termine «prigioniero politico». Un termine che credevamo scomparso da molti decenni, almeno all’interno delle sfere antiautoritarie.
Un termine diventato tipico di diverse sette marxiste o maoiste, di Amnesty International oppure degli oppositori politici borghesi a regimi autoritari come la Russia, la Birmania o l’Iran; oppure, ancora, nel quadro delle lotte dette di “liberazione” nazionale, dai Paesi Baschi al Kurdistan, passando per la Palestina; ma tipico anche dell’estrema destra.

(altro…)

Da giovedì 16 aprile è decaduto il divieto di incontro tra i prigionieri in AS2 di Ferrara, imposto dalla procura torinese per non permettere la comunicazione tra i prigionieri in custodia cautelare per il sabotaggio No tav di Chiomonte (il processo- per Graziano Mazzarelli, Francesco Sala, Lucio Alberti- in rito abbreviato, inizierà il 23 aprile a Torino) ed i prigionieri anarchici, Nicola Gai e Alfredo Cospito, già rinchiusi nella sezione di alta sorveglianza.
Adriano Antonacci si trova a scontare i 15 giorni di isolamento (sanzione che tutti i compagni si trovano a scontare a turno in seguito alle proteste effettuate negli scorsi mesi). Anche per lui è decaduto da qualche settimana il divieto di incontro con il coimputato Gianluca Iacovacci, dopo la condanna in primo grado ed il trasferimento di Gianluca da Alessandria a Ferrara.
Quindi tutti i compagni si ritrovano a poter condividere aria e socialità.

Qualche giorno fa dopo avere notato alcune anomalie nella posizione di una presa elettrica dentro casa nostra, abbiamo smontato la stessa e trovato al suo interno un microfono collegato ad un trasformatore e ad un congegno con una microsim. A quel punto abbiamo smontato anche le altre prese e ne è spuntato fuori un secondo identico come potete vedere nelle foto allegate.
Salutiamo calorosamente i compagni detenuti nella sezione AS 2 di Ferrara e tutti coloro che dentro e fuori le galere lottano per la distruzione del dominio e di ogni autorità.

Danilo e Valentina

foto:

 

 

pesc1_576x768pesc2_576x768

La Digos della questura di Pisa, dopo quasi un anno di indagini, ha denunciato e perquisito 10 anarchici ritenuti responsabili di danneggiamenti nel centro di Pisa, durante un corteo anarchico contro il nucleare del 3 maggio 2014.

diavolotasmaniaPare proprio che al peggio non ci sia mai fine, e che in tanti ci mettano del loro per relegare sempre di più l’anarchismo a triste macchietta di sé stesso, trasformandolo in una sorta di democratismo a sinistra della sinistra ma inserito tristemente nella dialettica politica borghese…ormai da anni assistiamo ad un anarchismo cittadinista sostanziato nell’accettazione del gioco al ribasso rispetto all’orizzonte di rivolta/rivoluzione al grido”stiamo nei movimenti costi quel che costi” e quindi di cosa dovremmo stupirci? Di ben poco effettivamente. Però certe volte qualcosa fa semplicemente imbestialire e drizzare i capelli in testa, e questo è il caso di una iniziativa organizzata ad Empoli sull’anarchico Oreste Ristori dal titolo “Oreste Ristori, vita avventurosa di un anarchico fra Toscana e sud America”. Se diamo un’occhiata al programma della giornata ed ai patrocinatori dell’evento, così come i relatori,  c’è da farsi cadere le braccia, i capelli e quant’altro…i cari librai della BFS (biblioteca Franco Serantini) a fianco del sindaco di Empoli, un papavero della Cgil…che schifo…pare che un tempo gli anarchici entrassero nei municipi con l’intento di bruciare atti di proprietà ed archivi comunali varii, mentre oggi sembra che alcuni loro nipoti e Fini conoscitori degli eventi legati alla banda del Matese ci entrino per banchettare a fianco dei sindaci o dei figliocci di quel sindacato che fu la cgl oggi Cgil, che durante il biennio rosso contribuì a strozzare le speranze insurrezionali di tanti…allegria! Tutti uniti a festeggiare la liberazione(!?!) della patria dal teutone  barbaro sputtanando l’anarchismo e la memoria di chi il fascismo l’ha combattuto prima dell’8 settembre e dopo il 25 aprile. Si sa, oggi la coerenza è démodé, le ideologie sono morte ecc…ma mi perdonino professori, politicanti di mestiere e violentatori d’ideali, personalmente a certe cose ci tengo e dico la mia, nella speranza che qualche anarchico fuori moda che abita in zona si presenti all’iniziativa urlando in faccia ai recuperatori ed agli sputtanatori tutta la rabbia di chi l’orizzonte della rivolta lo porta ancora vivo è vitale dentro di sé. Sempre per l’Anarchia, contro tutto e tutti gli sputtanatori e i recuperatori, M.

Sotto la locandina del mirabile evento in PDF:

LOCANDINA EVENTO

GENOVA,31 marzo: archiviata l’indagine del pm Manotti su anarchici
Dai media si apprende che il pubblico ministero genovese,Federico Manotti ha definitivamente archiviato per 33 indagati, per 270 bis e 280, un fascicolo che riguardava una serie di attacchi, avvenuti tra Liguria, Toscana ed Emilia, dal 2004 al 2009,alcuni rivendicati da diversi gruppi Fai informali.
Ad un anno di distanza dalle richieste di custodia cautelare rifiutate nel marzo 2014,il procedimento rimane aperto solo per Alfredo Cospito(in carcere per il ferimento Adinolfi) :gli atti contro di lui sono stati stralciati ed inviati a Torino dove risulta ancora aperta un indagine verso un non meglio definito (secondo il quotidiano locale Il secolo XIX )”gruppo anarchico piemontese”.