Archive for Marzo, 2015

Continua la sanzione di 15 giorni di isolamento, che  i prigionieri in AS2 stanno scontando a rotazione ,in seguito alle proteste in sezione.Eseguito il procedimento disciplinare per Alfredo Cospito e Graziano Mazzarelli domenica 15 marzo è iniziato per Francesco Sala, finirà il 29 marzo.

Il compagno Juan Flores, dal settembre 2014 si trova in prigione preventiva nel Modulo 1 (massima sicurezza) all’interno del carcere Santiago 1, accusato con la legge anti-terrorismo.

Siamo venuti a conoscenza di un nuovo pestaggio contro i prigionieri rivoluzionari e in guerra. L’atteggiamento costante con le molestie da parte dei secondini e la loro vendetta impotente questa volta si è scatenata nel carcere Santiago 1, da parte dai codardi in uniforme.

Poche brevi parole del compagno Juan sul pestaggio:

“Lunedì 23 febbraio circa le 6 di sera, un esagerato contingente di servi della gendarmeria entra nella cella in cui vivo dal nostro sequestro da parte del potere, irrompono violentemente, dopo la chiusura generale del modulo 1. Tra i 20 ed i 25 servi in un primo momento inveiscono contro di me con insulti, mi portano fuori dalla cella dicendomi che si trattava solo di una procedura di routine, ma col passare dei minuti e ascoltando il rumore dei fogli di propaganda solidale, gli chiedo perché mi stavano rompendo le cose, e qui questi tipi hanno iniziato ad insultarmi ed io ho chiaramente risposto con gli stessi insulti. Hanno iniziato a darmi calci, e poi mi hanno ammanettato doppiamente “una manetta sull’altra”, ed hanno continuato a colpirmi alle costole e alle ginocchia per farmi inginocchiare, a tutto ciò ho cercato di difendermi … mi portano all’ufficio della guardia interna e vengo punito con 10 giorni di isolamento per minacce di morte e aggressione contro un funzionario della gendarmeria, dopo me li abbassarono a 4. Sto bene, intero, arrabbiato per il trattamento in carcere e perché è una questione a cui a molti poco importa”.

La banda delle guardie, torna di nuovo a colpire i compagni rivoluzionari, cercando di soddisfare le loro frustrazioni e la vendetta contro l’atteggiamento indisciplinato dei compagni prigionieri in guerra.

Dal punto di vista legale, il segreto delle indagini per il caso contro i compagni va avanti senza che ci siano novità di interesse.

Tutta la nostra forza e il coraggio per l’atteggiamento indomito di Juan e Nataly!

Traduzione: RadioAzione

fonte

La Procura di Torino per bocca del pubblico ministero Andrea Padalino ha chiesto di condannare 37 persone nell’ambito del processo sulle proteste di anarchici e antagonisti contro le politiche sull’immigrazione. Gli imputati rispondono a vario titolo dei reati di violenza privata e diffamazione.
I fatti contestati riguardano le iniziative attivate tra il 2008 e il 2010 contro i Centri di Identificazione ed Espulsione, le strutture che accolgono gli immigrati sottoposti a provvedimenti di espulsione o respingimento alla frontiera. In particolare, gli episodi attribuiti agli imputati sarebbero un’incursione ad un convegno tenuto dall’assessore comunale Ilda Curti e due blitz, il primo nella sede della Lega Nord e il secondo in quella della Croce Rossa, in relazione all’attività all’interno del Cie di corso Brunelleschi.
Dei 54 imputati, sette se la sono cavata con una domanda di proscioglimento per intervenuta prescrizione, mentre per altri dieci la Procura ha chiesto l’assoluzione. Le pene richieste vanno da un minimo di 1500 euro di multa fino a un massimo di un anno e dieci mesi di reclusione.

Il compagno Spyros Mandilas è stato arrestato oggi pomeriggio e domani comparirà davanti al PM, che deciderà se sarà detenuto o meno. Adesso si trova rinchiuso nella questura di Salonicco, dove ha rifiutato di sottomettersi al controllo corporeo, cosa che ha fatto infuriare gli sbirri. E’ forte e di buon umore.

Il motivo del suo arresto è il fatto che non ha pagato 5.000 di multa, a cui è stato condannato al processo conclusosi martedì, 05/03. Processo che si è svolto senza la presenza del compagno e del suo avvocato, mentre i suoi coimputati, eccetto uno, hanno legittimato il processo, quindi anche la sentenza, con la propria presenza.

Un testo scritto dal compagno sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Testo precedente scritto dal compagno su questo caso: Qui

Traduzione: RadioAzione [Croazia]

fonte

“Abbiamo qui raccolto diversi testi apparsi sul sito finimondo.org relativi alla lotta No Tav in Val Susa, nonchè alcuni più teorici che affrontano una spinosa questione: la partecipazione nelle lotte sociali da parte di chi ha aspirazioni non riducibili a un qualsiasi rivendicazionismo. Chiudono il libro tutti i documenti apparsi dopo che i portavoce “di Movimento” di tale lotta hanno pubblicamente indicato alla polizia, dalle pagine dei loro siti notav.info e infoaut.org, i redattori di finimondo quali autori di alcuni sabotaggi avvenuti nel presente e di altre azioni illegali avvenute nel passato. Pubblica delazione poi coperta e infine negata in mezzo all’imbarazzo generale. Fra straccetti di benzina, straccioni politici e stracci etici, non vorremmo che un oblio interessato finisse col far dimenticare chi sono gli infami e chi sono i loro compagni, quelli che vorrebbero continuare a fare affari con loro. Ma adesso, è anche la carta a cantare. Anche per ribadire con ostinazione che in una lotta allargata si può entrare e rimanere con il coltello in pugno, nonostante e contro tutti i verminai politici.”

pp.112. formato A5. 6 euro. richieste di almeno 5 copie sconto del 30%

a stormo

indesiderabiliedizioni@gmail.com

Ricevuto da “Sin Banderas Ni Fronteras”:

Come si è a conoscenza, i membri deel CCF detenuti sono in sciopero della fame fino alla morte, La madre di Christos y Gerasimos e la compagna/moglie di quest’ultimo sono state interrogate davanti al giudice istruttore, il giorno martedì 3 marzo, dove hanno negato l’accusa di appartenere ad una “organizzazione terrorista”.

La madre dei due compagni ha solamente accettato l’accusa di “opitalità ad un criminale”, ed è stata messa in prigione preventiva lo stesso giorno insieme alla moglie di Gerasimos. (altro…)

“Trento Attacco alla caserma Battisti: un mezzo danneggiato, un bastone tra le ruote della guerra.”

Segue quanto riportato dai media locali (Trento Today del 16 febbraio 2015):

Attentato questa notte verso le 4 alla caserma Battisti di via Clarina. Una molotov è stata lanciata all’interno delle mura della caserma, l’ordigno è esploso nel parcheggio, in prossimità di un camion che si è incendiato. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco di Trento che hanno spento l’incendio in pochi minuti. Non ci sono stati feriti nè rivendicazioni del gesto. Sull’episodio sono state avviate le indagine dei carabinieri.

“GENOVA: INCENDIATA FINESTRA PALAZZO A.R.T.E.

“Straccetti di benzina”, qualche fiammela, cosi il 5 Marzo abbiam scaldato l’asettico palazzo di A.R.T.E., ente che sfratta chi non può più o non vuole pagare l’affitto. Questo un piccolo segnale ai nostri nemici, con l’auspicio che alla repressione si risponda sempre con più azioni, più occupazioni,con più voglia di mettersi in gioco nonostante l’oceano di merda in cui siamo immersi.

VIVA LE OCCUPAZIONI”

Lecce – Attenzioni poliziesche

Nei due mesi appena trascorsi molti compagni salentini hanno visto recapitarsi una serie di denunce quasi tutte riconducibili alle iniziative di contestazione contro il convegno di CasaPound in provincia di Lecce dello scorso 5 e 6 settembre 2014. Convegno che ha anche ospitato Borghezio per la Lega Nord e Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce in quota Pdl ed in seguito esponente di Fratellid’Italia-An.
Del resto, la Procura leccese aveva prontamente minacciato “provvedimenti contro gli antagonisti” all’indomani dell’indignazione mediatica e perbenista per il corteo autorganizzato del 6 settembre, e relative scritte e manifesti i cui contenuti non si limitavano al solo campo “antifascista” ma spaziavano fra le tante tematiche affrontate negli ultimi anni in città – dalla solidarietà ai compagni detenuti, al dissenso per i progetti di scempio ambientale, alla contestazione dei marò… (altro…)